OLIVETA SOSTENIBILE & PRODUTTIVA

Preservare la natura prima di tutto...

Oliveta Produttiva

OLIVETA SOSTENIBILE & PRODUTTIVA

L’oliveta produttiva e sostenibile

Premessa

La pianta di olivo, tipica dell’area del Mediterraneo, è considerata una pianta relativamente “rustica” che non necessita di particolari o eccessive cure ma le poche cose di cui necessita devono essere apportate nel momento e nel modo giusto per avere una buona produzione di olive.

In particolare se vi accingete a realizzare di sana pianta una piantagione di olivi l’errore da evitare è piantare gli olivi troppo vicini in quanto questo impedirà all’olivo di usufruire del giusto nutrimento del terreno e della giusta luce e non crescerà in maniera corretta. La disposizione delle piante che favorirà una corretta crescita è di circa 5-6 metri tra una pianta ed un’altra ed i risultati di un buon sesto di impianto li vedrete anche nella salubrità del frutto. Anche la scelta della cultivar è fondamentale. La parola “cultivar” deriva dall’abbreviazione dell’espressione inglese “cultivated variety” e fa riferimento alle diverse varietà di olive coltivate che tengono conto delle caratteristiche geografiche della zona.

Le gran parte delle varietà che ritroviamo sul nostro territorio italiano risalgono a varietà introdotte dagli antichi romani che usavano l’olio per vari scopi non solo alimentare ma anche per le lampade o scopi medici.

Oggi, le circa 500 cultivar presenti sul nostro territorio rappresentano circa il 40% di tutte quelle conosciute a livello mondiale. In Toscana le cultivar maggiormente presenti sono leccino, pendolino, moraiolo, frantoio, maurino, santa caterina.

Il secondo aspetto che influenza positivamente sulla bontà dell’oliva è senz’altro anche la potatura non solo per quanto riguarda la tecnica ma anche per quanto riguarda il periodo in cui effettuarla; i mesi migliori dell’anno sono gli ultimi dell’inverno o i primi della primavera quando non è troppo freddo. E un occhio di riguardo alla cura precoce delle malattie dell’olivo fra cui le più comuni sono l’occhio di pavone e la fumaggine che necessitano il primo di una potatura mirata e il secondo di trattamenti specifici.

Altro aspetto che incoraggia una buona produzione è la concimazione. Il trascorrere del tempo esaurisce i normali minerali presenti nel suolo che vanno reintegrati con concimazioni adatte alla pianta di olivo che tengano conto della composizione e della quantità adatta. Il periodo migliore per concimare è senz’altro l’autunno così la pianta ha tutto il tempo di nutrirsi fino alla successiva produzione.

Come ultimo suggerimento per avere un’oliveta che sia produttiva da un lato e sostenibile dall’altra è applicare la tecnica dell’inerbimento che consiste nel lasciar crescere l’erba all’interno dell’oliveta così che tagliandola un paio di volte all’anno si fornisca il nutrimento alla pianta.

Quindi con questi pochi passi è possibile realizzare “fai da te” un’oliveta produttiva e sostenibile

F.S.

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