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		<title>Oliveta Produttiva e Sostenibile</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2021 10:21:14 +0000</pubDate>
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<h1 class="western" align="center"><span style="color: #393223;"><span style="font-size: big;">L’oliveta produttiva e sostenibile</span></span></h1>
<h3><strong>Premessa</strong></h3>
<p>La pianta di olivo, tipica dell’area del Mediterraneo, è considerata una pianta relativamente “rustica” che non necessita di particolari o eccessive cure.</p>
<p>Le poche cose di cui necessita devono essere apportate nel <strong>momento</strong> e nel <strong>modo</strong> giusto; per avere una buona e sana produzione di olive.</p>
<h3><strong>Disposizione</strong></h3>
<p>In particolare se vi accingete a realizzare di sana pianta una piantagione di olivi l’errore da evitare è piantare gli olivi troppo vicini. Questo impedirà all’olivo di usufruire del giusto nutrimento del terreno e della giusta luce e non crescerà in maniera corretta.</p>
<p>La disposizione delle piante che favorirà una corretta crescita è di circa <u>5-6 metri tra una pianta ed un’altra</u> ed i risultati di un buon sesto di impianto li vedrete anche nella salubrità del frutto. Anche la scelta della cultivar è fondamentale.</p>
<h3><strong>Informazioni e Suggerimenti</strong></h3>
<p>La parola “cultivar” deriva dall’abbreviazione dell’espressione inglese “cultivated variety”e fa riferimento alle diverse varietà di olive coltivate, che tengono conto delle caratteristiche geografiche della zona.</p>
<h3><strong>Aspetti:</strong></h3>
<p>Le gran parte delle varietà che ritroviamo sul nostro territorio italiano risalgono a varietà introdotte dagli antichi romani, che usavano l’olio per vari scopi non solo alimentare ma anche per le lampade o scopi medici.</p>
<p>Oggi, le circa 500 cultivar presenti sul nostro territorio rappresentano circa il 40% di tutte quelle conosciute a livello mondiale. In Toscana le &#8220;cultivar&#8221; maggiormente presenti sono leccino, pendolino, moraiolo, frantoio, maurino, santa Caterina.</p>
<p>Il secondo aspetto che influenza positivamente sulla bontà dell’oliva è senz’altro anche <u>la potatura.</u></p>
<p>Per potatura importanti sono la tecnica ma anche il periodo in cui effettuarla; i mesi migliori dell’anno sono gli ultimi dell’inverno o i primi della primavera, quando non è troppo freddo.</p>
<p>E un occhio di riguardo alla cura precoce delle malattie dell’olivo, fra cui le più comuni sono l’occhio di pavone e la fumaggine che necessitano il primo di una potatura mirata e il secondo di trattamenti specifici.</p>
<p>Altro aspetto che incoraggia una buona produzione è la <u>concimazione</u>. Il trascorrere del tempo esaurisce i normali minerali presenti nel suolo, che vanno reintegrati con concimazioni adatte alla pianta di olivo, che tengano conto della composizione e della quantità adatta.</p>
<p>Il periodo migliore per concimare è senz’altro l’autunno, così la pianta ha tutto il tempo di nutrirsi fino alla successiva produzione.</p>
<p>Come ultimo suggerimento per avere un’oliveta, che sia <strong>produttiva</strong> da un lato e <strong>sostenibile</strong> dall’altra è applicare la tecnica <strong>dell’inerbimento</strong>, che consiste nel lasciar crescere l’erba all’interno dell’oliveta, così che tagliandola un paio di volte all’anno si fornisca il nutrimento alla pianta.</p>
<p>Quindi con questi pochi passi è possibile realizzare “fai da te” un’oliveta produttiva e sostenibile</p>
<p style="text-align: right;"><em>F.S.</em></p>
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